Area visitatori Area espositori Area stampa Marmomacc Architettura & Design Marmomacc - International Exhibition of Stone Design and Technology Verona, 30 settembre - 3 ottobre 2009

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LA FOTOGRAFIA DEL SETTORE LAPIDEO NAZIONALE
Nei comprensori veronese e apuo versiliese le lavorazioni

E’ una fotografia, la più recente disponibile, quella che Laboratorio delle Imprese, iniziativa voluta da Banco Popolare, ha scattato al settore lapideo italiano. Nessuna tesi da verificare, nessuna ipotesi sulla quale lavorare: solo un’analisi della realtà riferita al triennio 2006-2008. Un lavoro complesso che ha richiesto parecchio tempo e che anche per questo non comprende i dati 2009.
Il settore lapideo italiano vive un periodo difficile che non è figlio certo della crisi economica mondiale ancora in corso. Nonostante questo nel triennio il numero delle imprese (la ricerca si occupa di tutto il comparto, estrazione, lavorazione e commercio di pietra) è cresciuto dell’1,5% anche se con un andamento alternato: -0,89% nel biennio 2006-2007, + 2,42 % in quello successivo, 2007-2008. Complessivamente le aziende sono circa 14.000.
Il fatturato complessivo del settore, estrazione e lavorazione è stato nel 2008 oltre 4 miliardi di euro il 70% dei quali riferito alla lavorazione in lastre e manufatti ed il rimanente 30% all’estrazione. La trasformazione utilizza una parte rilevante del materiale estratto in Italia al quale si aggiunge un consistente import di blocchi grezzi. La maggior parte delle esportazioni invece sono costituite da prodotti lavorati finiti o semilavorati, anche se un buon flusso di pietra grezza prende la strada della Cina e dell’India.
L’estrazione è effettuata in una decina di regioni Italiane, Sicilia in testa con 1,4 milioni di tonnellate di materiale estratto, mentre la lavorazione è concentrata in due comprensori: quello apuo versiliese con circa 1100 imprese e quello di Verona che conta circa 550 aziende, ha un fatturato di circa 1,3 miliardi di euro ed una forte propensione per l’xport che copre circa l’80 % del fatturato.
Il marmo pesa per circa il 60% del fatturato dell’industria italiana ed è sicuramente la pietra più pregita. Segue con una quota del 20% il granito mentre il rimanente 20% è diviso fra le altre pietre, travertino, pomice, ardesia oltre a granulati e polveri.
In termini di valore, nel 2008 le esportazioni italiane di calcarei ( marmo, travertino calcare di eucassines, alabastro) e silicei (granito, porfido, basalto e arenaria) hanno sfiorato i 368 milioni di euro con un calo del 5,8 % rispetto al 2007. Nello stesso anno sono calate in maniera ancora più consistente anche le importazioni, ben 21% in meno. portando ad un saldo commerciale negativo di circa 928 milioni di euro. dati che già sono segnati dalla crisi generalizzata e dal conseguente stop del settore delle costruzioni ed immobiliare.
Le esportazioni italiane di calcarei e silicei grezzi sono indirizzate prevalentemente verso l’Asia che nel 2008 pesava per il 39,2% sul totale. In calo il mercato della Unione Europea (a 15 paesi) che scende dal 33,5 del 2006 al 27,4 del 2008. India e Cina sono i principali paesi asiatici importatori, e nel triennio 2006-2008 i loro acquisti in Italia sono saliti rispettivamente del 53,8% e del 37,6%
Le importazioni di materiale grezzo provengono principalmente dall’Asia seguita dall’America Meridionale. In crescita anche l’Africa. Su 1,29 miliardi di euro di valore le importazioni nel 2008 dall’India valgono 381 milioni di euro, quelle dal Brasile 225 milioni e quelle dal Sudafrica 125 milioni; seguono assai staccati gli altri paesi.
Passando al materiale lapideo lavorato, settore nel quale l’Italia è uno dei produttori leader a livello mondiale, in valore, nel 2008 ha raggiunto 1,48 miliardi di euro, con un calo significativo del 9,3% rispetto al 2007. Irrilevanti le importazioni che lo stesso anno valevano appena 121 milioni di euro. Una cifra che però potrebbe crescere in futuro, man mano che la Cina, oramai leader mondiale del settore lapideo, saprà proporre prodotti di qualità realizzati con costi di manodopera assai inferiori ai nostri.
Le principali aree di destinazione dei manufatti italiani sono Stati Uniti ed Unione Europea con un 29,5% del totale, anche se nel 2009 in entrambe le aree si è assistito ad un drammatico crollo del settore immobiliare con conseguenze dirette anche nel consumo dei lapidei.
Verona, 20 / 5 / 2010
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