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La pietra entra nel piano di studi al Politecnico
L’insegnamento non è più facoltativo e sarà attivato in autunno anche a Milano

I materiali lapidei ottengono un nuovo riconoscimento dal mondo accademico. Da quest’anno il corso “Elementi di progettazione dell’architettura di pietra” entra in maniera definitiva nel piano di studi per la Facoltà di Architettura al Politecnico di Milano. Nel corrente anno accademico l’insegnamento è attivato nella sede di Mantova, ma dall’autunno sarà operativo anche a Milano.
“E’ una decisione molto importante – commenta il professor Massimiliano Caviasca del Politecnico di Milano- perché fino ad oggi l’insegnamento era facoltativo. Stabilire che nella formazione degli architetti sia necessario sapere come si progetta e costruisce con la pietra è un passo fondamentale per fornire a tutti i professionisti le giuste conoscenze di un materiale naturale, troppo spesso trascurato nella progettazione contemporanea. E’ fondamentale anche conoscere i materiali, e sapere come debbono essere trattati dall’estrazione fino alle metodologie di posa per ottenere il meglio da ogni applicazione”.
Il corso facoltativo che dava diritto a dei crediti extacurriculari era già attivo a Mantova dal 2005 e registrava un buon interesse. “Mediamente abbiamo iscritto ogni anno una trentina di studenti- spiega Caviasca- quest’anno siamo già saliti a 48”.
Parallelamente il Dipartimento di Progettazione dell’Architettura del Politecnico di Milano, con il sostegno economico di Veronafiere e Marmomacc, ha avviato un’altra importante iniziativa.
“Abbiamo bandito un concorso pubblico per l’attribuzione di un assegno di ricerca, valore 10 mila euro, rinnovabile nel tempo, finalizzato allo studio e alla classificazione delle cave, per arrivare ad un progetto di recupero di quelle dismesse. Più esattamente il titolo del progetto e dell’assegno è Progetti di ricerca e di ripristino paesaggistico ambientale delle cave di pietra nella storia. Una cosa che già è stata fatta ad esempio per le cave di ghiaia ma mai per quelle di pietra. In una prima fase il progetto prevede la mappatura dei siti esistenti, partendo dall’Italia che sarà percorsa da sud verso nord. In un secondo momento mapperemo anche cave all’estero”.
Infine un’anticipazione: “Stiamo lavorando ad un volume sulla storia dell’architettura in pietra- si lascia sfuggire Caviasca - ma è ancora presto per raccontare questo progetto”. Di sicuro c’è che la pietra non ha mai suscitato tanto interesse come in questi ultimi anni. Merito forse del suo essere intrinsecamente naturale, e quindi adatta ad un’architettura che finalmente guarda con attenzione alla natura e ai suoi valori.
Verona, 15 / 4 / 2010