Area visitatori Area espositori Area stampa Marmomacc Architettura & Design Marmomacc - International Exhibition of Stone Design and Technology Verona, 30 settembre - 3 ottobre 2009

News

Pietra e design, un matrimonio all’insegna delle nuove tecnologie
Le nuove macchine robotizzate a cnc permettono di tradurre in oggetti reali praticamente qualsiasi idea progettuale

Dai calli alle mani alla consolle di una macchina a controllo numerico: è questa la strada percorsa nella lavorazione dei materiali lapidei soprattutto nella realizzazione di elementi di architettura e design. Un settore, quello delle macchine ed attrezzature per la lavorazione del marmo, che vede le imprese italiane leader a livello mondiale. Il comparto risente certamente della crisi complessiva dell’economia, ma proprio la necessità per tutte le aziende di lavorazione e trasformazione di trovare nuova competitività nella qualità e nell’innovazione, fa ben sperare per il futuro. Intanto però le rilevazioni ufficiali del Centro Studi Confindustria Marmomacchine segnalano, per i primi tre mesi del 2009 una diminuzione dell’export pari al 29,38% in valore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Penalizzate soprattutto le esportazioni verso il Nord America (-43,7%), il mercato europeo (-38,5%) e l’Asia (-28,5%) mentre sembrano reggere i paesi dell’Africa e soprattutto quelli del Centro e Sud America, che sono addirittura in crescita.
Relativamente al mercato italiano, è importante segnalare che le macchine e le attrezzature per la lavorazione del marmo rientrano tra quelle che godono delle agevolazioni della “Tremonti-Ter ossia la detassazione degli utili investiti nel loro acquisto. Un incentivo che aiuta le aziende a fare quel salto culturale e tecnologico indispensabile per mantenersi competitivi sui mercati di tutto il mondo.
“E’proprio così – commenta Marco Cavalleri managing director di Omag Spa, una delle princiapali aziende costruttrici di macchine e attrezzature per la lavorazione della pietra- fino a qualche anno fa la progettazione architettonica e la scelta di utilizzare materiali lapidei da parte dei progettisti era condizionata pesantemente dalla fattibilità nella manipolazione della materia grezza. Spesso solo con il supporto di veri artigiani si poteva pensare all’applicazione di elementi complessi sia in architettura di interni che di esterni. Gli architetti proponevano soluzioni che soddisfacevano il loro estro artistico, ma la complessità geometrica rendeva particolarmente costosa e difficile la loro realizzazione da parte dei marmisti che si trovavano di fronte elementi difficili da realizzare sia qualitativamente che economicamente”.
La rivoluzione è arrivata dall’informatica applicata all’industria, prima in altri settori, a partire dalla meccanica adesso anche nel lapideo.
“La robotizzazione delle operazioni si traduce nell’incremento della produttività, la diversificazione delle produzioni, il miglioramento della qualità,- continua Cavalleri- ma anche nelle più adeguata utilizzazione delle risorse e nel perfezionamento dei metodi di gestione. Con l’avvento delle macchine a tecnologia CNC, anche il laboratorio di marmi può interagire con un linguaggio comune con il progettista e per mezzo di lui con l’utente finale. L’idea progettuale può essere analizzata, preventivata e realizzata senza limiti geometrici.”
Macchine le cui potenziali possibilità superano talvolta le capacità di utilizzo degli stessi operatori. ‘Parliamo di macchine robotizzate, in quanto possono riprodurre lo stesso movimento della manualità dell’artista, ma allo stesso tempo possono garantire quantità e qualità di produzione a livello industriale. Negli ultimi anni si è ridotta la professionalità manuale del marmista ma è aumentata in maniera esponenziale la professionalità tecnologica dell’operatore. Utilizzare macchine a cinque assi significa poter riprodurre il movimento del braccio di un artista, abbinando a questa capacità software di manipolazione e tecnologie laser per la scansione, la diversificazione nella produzione è garantita al massimo livello”.
Bisogna però che accanto all’investimento in macchinari, le aziende formino e addestrino in modo continuo il proprio personale. Ed è proprio su questo fronte che è necessario concentrare gli sforzi, anche da parte dei costruttori: le macchine hanno cancellato i calli dalle mani, ma hanno pur sempre bisogno di menti umane che le guidino.
Verona, 11 / 9 / 2009
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