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Lectio Magistralis di Manuel Aires Mateus
Martedì 4 maggio 2010 alle ore 20.30, presso il Museo di Castelvecchio di Verona, Sala Boggian, si terrà la Lectio Magistralis dell’architetto portoghese Manuel Aires Mateus.
L’evento è organizzato da Veronafiere nell’ambito delle attività culturali della 45° Marmomacc in collaborazione con il Comune di Verona, Assessorato alla Cultura Direzione Musei d’Arte e Monumenti, l’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Verona e la Facoltà di Architettura di Ferrara.
La Lectio sarà introdotta dagli interventi di saluto di Claudio Valente Vicepresidente di Veronafiere, Erminia Perbellini, Assessore alla Cultura, Arnaldo Toffali, Presidente dell’Ordine degli Architetti di Verona.
Vincenzo Pavan, professore alla Facoltà di Architettura di Ferrara e coordinatore degli eventi di architettura di Marmomacc, presenterà la figura e l’opera dello studio Aires Mateus & Associados.
Manuel Aires Mateus nasce a Lisbona nel 1963 e ivi si laurea alla Facultad de Arquitectura de la Universidade Tecnica nel 1986. Inizia la collaborazione con l’architetto Gonçalo Byrne dal 1983, esperienza che si rivelerà fondamentale per la sua formazione professionale, finché nel 1988 fonda con il fratello Francisco lo studio Aires Mateus & Associados.
Gli incarichi pubblici e privati, i numerosissimi premi e i concorsi internazionali vinti, le opere pubblicate sulle riviste di tutto il mondo, delineano i fratelli Aires Mateus quali figure emergenti della nuova architettura europea contraddistinte da una ricerca rigorosa e da una cura straordinaria nella qualità delle loro opere.
La formazione nell’ambiente culturale portoghese, qualificato da personalità di peso internazionale come Tavora, Siza, Souto de Moura e Byrne, non ha loro impedito o limitato la elaborazione di uno “stile” personale caratterizzato fin dall’inizio da una evidente riconoscibilità.
L’architettura di Aires Mateus, solo superficialmente riconducibile al “minimalismo” internazionale, si basa su una ricerca dello spazio e della materia che, pur riconoscendo nella massa la sua principale ragione d’essere, mira ad eliminare la gravità per affermare piuttosto la leggerezza attraverso una sua sostanziale smaterializzazione. Ciò avviene sia giocando sul contrasto tra pieni e vuoti, sia operando un’abile scelta e trattamento dei materiali, ivi compresi quelli dotati di intrinseco carattere di gravità come pietre e marmi. Non a caso nelle loro costruzioni i Mateus sembrano ripensare alle immagini delle cave dove l’impronta lasciata dalla estrazione dei blocchi genera altre forme.
La presenza di Mateus a Verona avviene nel segno della continuità con le lectio di Marmomacc degli anni scorsi tese a far conoscere quei filoni di qualità che costituiscono l’autentico tessuto dell’architettura contemporanea europea.
Verona, 27 / 4 / 2010