Area visitatori Area espositori Area stampa Marmomacc Architettura & Design Marmomacc - International Exhibition of Stone Design and Technology Verona, 30 settembre - 3 ottobre 2009

News

Aderiscono già le principali aziende del settore
Debutta A.St.A Europe la nuova associazione europea dei produttori di agglomerati
E dal primo gennaio è possibile apporre la marcatura CE su molte tipologie di aggregati

Si chiama A.St.A Europe la nuova associazione europea dei produttori di agglomerati, attiva dall’inizio di quest’anno. Hanno già aderito all’iniziativa le principali aziende del settore: Agglonord srl, Breton Spa, Cimstone as ( Turchia), Cosentino sa (Spagna) Diresco nv (Belgio), Marmi Scala srl, Privilege sa (Spagna) Quarella spa, Santa Margherita Spa, Stone Italiana Spa. Un gruppo d’imprese che assieme coprono una percentuale tra l’80 e l’85% del mercato europeo. A livello continentale il settore comprende circa una trentina di aziende che producono circa 20 milioni di mq all’anno di agglomerati.
‘La nostra è un’associazione un po’ particolare- racconta il direttore Pierpaolo Tassone- raggruppa direttamente le aziende e non è una federazione di associazioni nazionali. Del resto, solo in Italia si era costituita un’associazione specifica per le aziende che trattano gli agglomerati”
E’ interessante fare un passo indietro per capire come si è arrivati alla decisione di fondare una associazione di respiro europeo;
“Oramai più di 10 anni fa, nel 1996 era nata l’associazione nazionale, si chiamava Anpla – ricorda Tassone- e l’obiettivo era principalmente quello di sostenere i lavori di normazione in ambito europeo. Quest’attività ha portato alla redazione di una quindicina di norme tecniche che consentono, dal primo gennaio 2010, la possibilità di apporre la marcatura CE su alcune tipologie di materiali aggregati. A questo punto per dare una risposta più concreta e completa alle varie richieste della direttiva europea sui prodotti da costruzione, si è reso necessario non essere più soltanto un interlocutore a livello nazionale ma allargare la partecipazione ai produttori europei di agglomerati.
Per questa ragione, l'associazione nazionale si è trasformata in A.St.A Europe estendendo la possibilità di adesione a tutti i produttori, non solo quelli europei ma anche quelli con sede nei paesi dell'area CEN (Comitato Europeo di Normalizzazione) i Paesi, cioè, che sono interessati ad avere norme tecniche che consentano di usare l'applicazione della marcatura CE per il libero commercio all'interno del mercato dell'Unione Europea”
Pur rappresentando certamente un comparto di nicchia, l’importanza degli agglomerati all’interno del mondo delle costruzioni è notevole.
“Si tratta di materiali come marmi, graniti, quarzi in varie granulometrie che possono avere come legante sia la resina poliestere- la soluzione preferita oggi dal mercato- che il cemento Portland- spiega il direttore di A.St.A Europe- Due i principali campi di applicazione: quello delle costruzioni e quello dell’arredamento. Nel primo è tipico l’utilizzo in opere che richiedono grandi quantitativi, in metri quadri, ma anche uniformità nella fornitura dei materiali. Un esempio è la pavimentazione del Terminal 5 dell’aeroporto londinese di Heathrow dove sono stati posati oltre 110mila mq di agglomerati. Nell’arredamento invece, un’applicazione tipica è quella dei piani cucina, realizzati appunto in agglomerato anziché in legno o pietra naturale”.
Le ragioni di questo successo sono anche tecniche. “Questi prodotti hanno caratteristiche prestazionali superiori a quelle della pietra naturale, come resistenza meccanica, e questo permette la loro applicazione in spessori sottili. Una caratteristica che diventa vincente anche perché si parla di pesi ridotti. E poi possono essere sviluppati a tavolino e cuciti su misura sulle esigenze del cliente.”
Infine l’agglomerato è anche un prodotto ecologico.
“Potrebbe sembrare difficile, ma in realtà bisogna pensare che anche con le più moderne tecniche di scavo la quantità di pietra naturale che viene rimossa da una cava è tale che, alla fine, il manufatto ricavato è si e no il 40% di quello rimosso. Le aziende specializzate negli agglomerati recuperano, con un prodotto ad alto valore aggiunto, quel 60% di scarti che altrimenti andrebbe in gran parte sprecato”.
L’aspetto della sostenibilità del prodotto agglomerato rispetto all’ambiente ha anche delle implicazioni pratiche: “Uno dei motivi per i quali è sorta l'associazione europea è proprio quello di presentarci a livello di Comunità Economica Europea con risposte concrete e precise relativamente alla compatibilità ambientale di questi materiali, perché, nel futuro, la marcatura CE, oltre a dare i requisisti già richiesti di sicurezza, dovrà dare informazioni circa la compatibilità e sostenibilità di questi materiali con l'ambiente”
Verona, 19 / 3 / 2010
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