Time left to Marmomacc
Catalogo Espositori 2013

News

News

Budri riparte ad appena un mese dal terremoto

Bookmark and Share

L'azienda emiliana tra le leader europee nella lavorazione del marmo riprende la produzione in una sede provvisoria vicino a Verona

 

Dopo sole quattro settimane dal terremoto del 29 maggio che ha sconvolto l'Emilia, ed in particolare proprio Mirandola, il 2 luglio è ripresa in pieno l'attività di Budri una delle più conosciute e famose firme italiane del settore marmo e pietra naturale. La ripartenza, a tempo di record, non avviene però nello storico stabilimento emiliano, irrimediabilmente danneggiato dalle scosse, ma nei capannoni presi in affitto a Cavaion Veronese, nel cuore del distretto veronese  del marmo.

Gian Marco Budri amministratore delegato della azienda e, assieme alla moglie Alessandra, mente e anima del “fenomeno” Budri racconta: “ Per fortuna stiamo tutti bene e adesso siamo ripartiti in pieno con la nostra attività, soprattutto abbiamo ripreso a lavorare ai nostri progetti, che realizziamo, come sarti, su misura per ogni cliente e che rappresentano il 95% del nostro fatturato. Purtroppo i capannoni a Mirandola sono irrecuperabili, abbiamo già completato la loro demolizione. Entro l'autunno decideremo che tipologia di stabilimento ricostruire, se puntare sul legno, o sull'acciaio, in queste settimane stiamo ragionando su questi aspetti. Poi contiamo di iniziare la costruzione a gennaio del prossimo anno per rientrare definitivamente a Mirandola entro il Natale del 2013”.

L'attività è potuta riprendere rapidamente anche grazie alla solidità finanziaria dell'azienda. “Abbiamo avuto danno per 6,2 milioni di euro, (il fatturato annuale è attorno agli 8 milioni ndr)  oltre ai capannoni è andato perduto l'intero magazzino delle lastre in pietra, per fortuna siamo riusciti a recuperare gran parte dei macchinari per le lavorazioni, sia pure parzialmente danneggiati. Altri li abbiamo ricomprati nuovi, ma tutto con risorse nostre, perchè, per adesso, dalle istituzioni non abbiamo avuto nessun aiuto concreto. Il problema è che una  impresa, non solo la nostra, può rimanere ferma al massimo 60 giorni, dopo, è morta. Noi per fortuna abbiamo la solidità economica che ci ha permesso di ripartire da soli, ma non tutti gli altri imprenditori sono nella stessa situazione e anche l'accesso al credito bancario è difficile, quando gli immobili, prima garanzia che le banche chiedono, non ci sono più o sono pericolanti”.

Gian Marco Budri e la moglie così come una parte dei 29 dipendenti fanno i pendolari quotidianamente da Mirandola a Cavaion, 240 km al giorno tra andata e ritorno. “Ci si alza all'alba e si torna a casa a notte- spiega Budri- ma va bene così; ai dipendenti che come me fanno i pendolari riconosciamo il disagio della trasferta, ad altri, che si sono trasferiti a Cavaion diamo un contributo di 400 euro al mese per l'affitto. Ma l'importante è essere ripartiti”

E nella tragedia, ha fatto piacere la solidarietà dei colleghi. “Mi hanno chiamato in tanti e mi hanno anche offerto spazi e macchinari- racconta Budri- ho ringraziato tutti per l'affetto, ma le lavorazioni che facciamo noi sono così particolari che non ho potuto usufruire del loro sostegno”.

Budri insomma non si è arreso, come certo a chiunque conosce la tempra del titolare. E i straordinari lavori firmati, anche in collaborazione con famosi architetti, riprendono in questi giorni ad essere esportati in tutto il mondo. 



Bookmark and Share

Verona, 02/08/2012

Torna alla lista »