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Il marmo italiano conferma la crescita nel terzo trimestre 2011
L’Italia si conferma leader nella lavorazione e commercializzazione dei prodotti lapidei. Si consolida, dopo la ripresa del 2010, l’import-export dei materiali lavorati e semilavorati e della materia prima.
Il marmo italiano conferma la crescita anche nel terzo trimestre 2011 rispetto allo stesso periodo del 2010. Saldo ancora attivo per l’import/export che marca un segno positivo come evidenziato dall’Osservatorio Marmomacc elaborando i dati Istat. Una indicazione positiva, quindi per questo comparto fortemente collegato alle costruzioni e ai grandi progetti, così come all’interior design e al settore del contract che all'estero, più che in Italia inizia a vedere la ripresa dopo la crisi.
Nei primi nove mesi del 2011, le esportazioni nazionali complessive di marmi e graniti finiti e semilavorati e prodotti lapidei grezzi (pietre ornamentali e da costruzione, calcare, pietra da gesso, creta e ardesia) hanno toccato quota 1 miliardo 174 milioni di euro contro 1 miliardo 129 milioni di euro dello stesso periodo del 2010 (+3,97%); le importazioni totali, invece, si sono attestate a 327,3 milioni contro 331,2 milioni (-1,17%).
Nel dettaglio, l’esportazione di grezzi (pietre ornamentali e da costruzione, calcare, pietra da gesso, creta e ardesia) è stata di 244 milioni di euro contro i 230 milioni dei primi nove mesi del 2011 (+6,2%); in calo l’importazione di materiale grezzo attestatasi a 219,5 milioni di euro contro i 225 milioni di euro dello scorso anno (-2,40%). Per quanto riguarda i materiali lavorati e semilavorati, le esportazioni sono state pari a 930 milioni di euro contro 899,3 milioni (+3,41%); le importazioni hanno registrato 107,7 milioni di euro contro 106,2 milioni dello scorso anno (+1,44%).
Passando alle specifiche aree, su tutte spiccano le esportazioni verso gli Stati Uniti (158,1 milioni di euro, in calo del 0,4% rispetto allo stesso periodo del 2010), mentre il mercato canadese ha diminuito le importazioni del 3,6% (29 milioni contro 30,1). Nell’area americana, in crescita il Messico con 8,8 milioni contro 7,8 milioni (+13%)
In Europa crescono del 1,6% le esportazioni verso la Germania per un controvalore di 116,3 milioni. Incrementi nelle esportazioni si registrano anche verso i mercati del Medio Oriente (Arabia Saudita, Kuwait, Bahrein, Qatar, Emirati Arabi e Oman) per un controvalore di 108,5 milioni contro 104 milioni (+4,3%).
In crescita, anche le esportazioni verso le aree legate ai Paesi dell’Est Europa. Verso Russia, Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Croazia, Slovenia, Romania, Turchia, Ucraina le esportazioni sono state di 85,4 milioni contro 80,6 milioni (+5,9%), mentre quelle verso il bacino del Mediterraneo (tra cui Marocco, Algeria, Tunisia, Egitto e Israele) hanno registrato un brusco calo, dovuto all’instabilità politica dell'area.
Passiamo ad analizzare più nel dettaglio il mercato italiano e vediamo le performance delle singole regioni, partendo da quelle principali per il settore. Il Veneto ha esportato nei primi nove mesi del 2011 prodotti lapidei finiti o semilavorati per un controvalore di 310,6 milioni di euro contro i 297, 5 dell'analogo periodo nel 2010, con una crescita pari al 4,4%.
Il distretto lapideo veronese, da solo tocca i 261,6 milioni con una crescita del 5,1%.
Segue la Toscana che ha esportato merci per 292,2 milioni contro i 269,5 del 2010. Il distretto di Massa Carrara cresce del 7,6% (191,2 milioni) quello di Lucca addirittura del 11% (81,6 milioni).
Terza, in termini di valore di valore, la Lombardia vede invece un calo del 3,1% nelle esportazioni che scendono a 80,2 milioni dalle 82,8 milioni del 2010. Brescia crolla del 18,9%, solo in parte controbilanciata da Milano che cresce del 6%. Male anche la Sicilia che perde il 10,4%: il valore del lapideo lavorato o semilavorato esportato scende infatti dai 65,2 milioni di euro del 2010 a 58,5 milioni sempre nei primi nove mesi dell'anno. Qui pesa il crollo di Palermo che perde addirittura il 48,2% in valore del suo export, sceso a soli 10,2 milioni di euro dai 19,7 del 2010, solo in parte bilanciati dalla crescita di Trapani (+10,4% ) e Ragusa (+3,5%).
Meglio è andata in Trentino Alto Adige dove le esportazioni sono cresciute del 9% (da 42,5 milioni del 2010 a 46,4 del 2011) e in Friuli Venezia Giulia dove l'indice segna un +4% ( 27,1% contro 25,9%).
Vanno bene anche Piemonte, Valle d'Aosta e Liguria che passano complessivamente da 26,6 milioni di euro a 34,5 milioni. Frenano invece l'Emilia Romagna che cala del 13,2 %, la Puglia con un calo del 14,8% e la Sardegna del 5%.
Sostanzialmente stabile il Lazio (+1%) che esporta per 22,6 milioni di euro.
Nei primi nove mesi del 2011, le esportazioni nazionali complessive di marmi e graniti finiti e semilavorati e prodotti lapidei grezzi (pietre ornamentali e da costruzione, calcare, pietra da gesso, creta e ardesia) hanno toccato quota 1 miliardo 174 milioni di euro contro 1 miliardo 129 milioni di euro dello stesso periodo del 2010 (+3,97%); le importazioni totali, invece, si sono attestate a 327,3 milioni contro 331,2 milioni (-1,17%).
Nel dettaglio, l’esportazione di grezzi (pietre ornamentali e da costruzione, calcare, pietra da gesso, creta e ardesia) è stata di 244 milioni di euro contro i 230 milioni dei primi nove mesi del 2011 (+6,2%); in calo l’importazione di materiale grezzo attestatasi a 219,5 milioni di euro contro i 225 milioni di euro dello scorso anno (-2,40%). Per quanto riguarda i materiali lavorati e semilavorati, le esportazioni sono state pari a 930 milioni di euro contro 899,3 milioni (+3,41%); le importazioni hanno registrato 107,7 milioni di euro contro 106,2 milioni dello scorso anno (+1,44%).
Passando alle specifiche aree, su tutte spiccano le esportazioni verso gli Stati Uniti (158,1 milioni di euro, in calo del 0,4% rispetto allo stesso periodo del 2010), mentre il mercato canadese ha diminuito le importazioni del 3,6% (29 milioni contro 30,1). Nell’area americana, in crescita il Messico con 8,8 milioni contro 7,8 milioni (+13%)
In Europa crescono del 1,6% le esportazioni verso la Germania per un controvalore di 116,3 milioni. Incrementi nelle esportazioni si registrano anche verso i mercati del Medio Oriente (Arabia Saudita, Kuwait, Bahrein, Qatar, Emirati Arabi e Oman) per un controvalore di 108,5 milioni contro 104 milioni (+4,3%).
In crescita, anche le esportazioni verso le aree legate ai Paesi dell’Est Europa. Verso Russia, Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Croazia, Slovenia, Romania, Turchia, Ucraina le esportazioni sono state di 85,4 milioni contro 80,6 milioni (+5,9%), mentre quelle verso il bacino del Mediterraneo (tra cui Marocco, Algeria, Tunisia, Egitto e Israele) hanno registrato un brusco calo, dovuto all’instabilità politica dell'area.
Passiamo ad analizzare più nel dettaglio il mercato italiano e vediamo le performance delle singole regioni, partendo da quelle principali per il settore. Il Veneto ha esportato nei primi nove mesi del 2011 prodotti lapidei finiti o semilavorati per un controvalore di 310,6 milioni di euro contro i 297, 5 dell'analogo periodo nel 2010, con una crescita pari al 4,4%.
Il distretto lapideo veronese, da solo tocca i 261,6 milioni con una crescita del 5,1%.
Segue la Toscana che ha esportato merci per 292,2 milioni contro i 269,5 del 2010. Il distretto di Massa Carrara cresce del 7,6% (191,2 milioni) quello di Lucca addirittura del 11% (81,6 milioni).
Terza, in termini di valore di valore, la Lombardia vede invece un calo del 3,1% nelle esportazioni che scendono a 80,2 milioni dalle 82,8 milioni del 2010. Brescia crolla del 18,9%, solo in parte controbilanciata da Milano che cresce del 6%. Male anche la Sicilia che perde il 10,4%: il valore del lapideo lavorato o semilavorato esportato scende infatti dai 65,2 milioni di euro del 2010 a 58,5 milioni sempre nei primi nove mesi dell'anno. Qui pesa il crollo di Palermo che perde addirittura il 48,2% in valore del suo export, sceso a soli 10,2 milioni di euro dai 19,7 del 2010, solo in parte bilanciati dalla crescita di Trapani (+10,4% ) e Ragusa (+3,5%).
Meglio è andata in Trentino Alto Adige dove le esportazioni sono cresciute del 9% (da 42,5 milioni del 2010 a 46,4 del 2011) e in Friuli Venezia Giulia dove l'indice segna un +4% ( 27,1% contro 25,9%).
Vanno bene anche Piemonte, Valle d'Aosta e Liguria che passano complessivamente da 26,6 milioni di euro a 34,5 milioni. Frenano invece l'Emilia Romagna che cala del 13,2 %, la Puglia con un calo del 14,8% e la Sardegna del 5%.
Sostanzialmente stabile il Lazio (+1%) che esporta per 22,6 milioni di euro.
Verona, 26/01/2012





