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Cina, da minaccia a opportunità

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Edifici per 300 milioni di persone saranno realizzati nei prossimi 10 anni, e nel paese cresce una middle class benestante

La Cina è senza dubbio diventata centrale nel mercato lapideo mondiale, con una quota superiore al 30 % della produzione mondiale. Le dimensioni di un paese che è da solo un continente, come estensione e come popolazione, assieme alla distanza geografica e culturale, sono però causa di una serie di pregiudizi e analisi basati più su informazioni di terza e quarta mano che su ragionamenti concreti. La Cina è vista spesso, e non solo nel settore lapideo, come una minaccia dalla quale difendersi. La realtà è che al contrario questo paese può essere una grande opportunità a patto di capire alcune dinamiche. Nel settore delle costruzioni e di riflesso quindi in quello della pietra naturale e del marmo in particolare, la richiesta di prodotti fini e semilavorati, crescerà in modo esponenziale nei prossimi anni. Il boom riguarderà soprattutto il mercato interno cinese, ed è la conseguenza delle politiche sociali del governo cinese per i prossimi anni. Per fermare lo spostamento in massa della popolazione verso le metropoli esistenti, e già sovraffollate, e per cercare di non spopolare le campagne (le conseguenze sarebbero una calo drammatico della produzione agricola e il rischio di desertificazione di vaste aree del paese) è stato varato un piano decennale che prevede la creazione di nuove città per 300 milioni di persone. Non è un refuso, sono proprio 300 milioni. Numeri inimmaginabili per noi, ma che si traducono in milioni di case da costruire ex novo. Una simile domanda di materiali in così breve tempo è una sfida anche per il sistema produttivo del paese. Lo spazio per imprese straniere, ovviamente non solo quelle italiane, c'è se esse penseranno alla Cina come un grande mercato da servire. Anno dopo anno poi il reddito di una sempre più ampia fascia della popolazione si avvicina a quello dei paesi più industrializzati, con la inevitabile conseguenza che i consumi si spostano su prodotti e materiali di maggior pregio e costo. La forte crescita economica di questi ultimi anni ha fatto nascere nel paese la “middle class” più grande del mondo, comparata al miliardo e quattrocento milioni di abitanti del paese e anche il numero di miliardari non ha paragone altrove. Insomma se continuiamo vedere nella Cina il paese dei prezzi stracciati e dei falsi, guardiamo nello specchietto retrovisore e rischiamo di perdere la strada. I segnali ci sono già anche nel settore lapideo: le stesse imprese cinesi guardano con interesse alle macchine utensili italiane perchè hanno bisogno della nostra qualità per produrre manufatto di buona qualità. Il polo mondiale del lapideo è oramai la Cina e i produttori italiani già presenti su quel mercato lo confermano: serve un pizzico di spirito di avventura, certo, ma soprattutto tecnologie adeguate e la voglia di investire li, se non con impianti produttivi almeno con uffici di rappresentanza e, nel caso della fornitura di macchinari, con un efficace servizio di consulenza e assistenza.


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Verona, 04/08/2011

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